Perché il Tevere è pensare al futuro

Do spazio in questa newsletter a una cara amica e vicina di casa che tanto mi sta sostenendo e incoraggiando in queste settimane. Si chiama Giuseppina Gallo. Sarda Lei, Toscano suo marito Marcello, entrambi amano profondamente Roma e sognano come molti di noi di poter “far vivere il fiume che attraversa i nostri quartieri.

Grazie Giusy… e buona lettura a tutti voi!

Perché il Tevere è pensare al Futuro ed è centrale per ripensare Roma?

Lungo 405 km, chiamato anticamente Albula in riferimento al colore chiaro delle sue acque bionde e poi Rumon, di origine etrusca, da molti collegato al nome di Roma… e poi Tiberis.

Tevere è Roma.
Tevere è Acqua e l’Acqua è Vita.

Dare dignità al Tevere è ripartire dalle origini di Roma per guardare al Futuro: far specchiare cielo, palazzi, arte, volti, persone, far rivivere pesci e animali e ricreare un ecosistema.

Una ricchezza per Roma e per le sue generazioni da cui è necessario ripartire e dare simbolo che sia possibile sanare una città dalle fondamenta, combattere l’inquinamento, dragandone i fondali per recuperare ambiente e sostenibilità, abbracciandone i quartieri e i luoghi simbolo, diventando parte integrante di Roma.

Tevere come protagonista e non solo sfondo di cartoline o selfie.

Trasparenza delle Acque come simbolo della Trasparenza dei Valori e del Risultato delle Azioni sinergiche per recuperare non solo una città ma sostenere un Paese: il Tevere Bagna ben 4 regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio) 7 province ed 82 comuni. Il Fiume biondo può rappresentare il filo d’oro da cui ricostruire l’Italia Centrale: partire da Roma Capitale come volano per tutte le metropoli attraversate da Fiumi e come simbolo di rinascita e di Azione.

Sulle rive del Fiume si incontrano i giovani con lo sport, gli anziani, le Famiglie, dal lavorare sulle sponde con un PC, o con lavori artigianali, poter disegnare, leggere, fare corsi di fotografia, arte, cinema, fino a poterlo toccare o attraversare senza timore di esserne bagnati.

Vorrei che si creasse con le Istituzioni Internazionali una giornata mondiale dedicata ai fiumi e alla salvaguardia del ciclo naturale dell’acqua per impedire danni come inondazioni e siccità.

Anche l’agenda 2030 ha tra gli obiettivi quello di portare acqua pulita a tutti. L’ONU afferma infatti che non si può continuare ad andare avanti senza che tutti abbiano accesso all’acqua potabile: un diritto inalienabile dell’uomo.

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