Parliamo di decoro urbano. Sul serio.

Confrontandomi con molti di voi, che spero vorrete votarmi al primo Municipio nelle prossime elezioni, ho percepito l’importanza, l’urgenza di questo tema: il recupero di un decoro che rioni e quartieri di Roma sembrano aver perso da molti anni.

Voglio provare, anche grazie ai vostri preziosi suggerimenti, a riempire di significato questa espressione con proposte concrete da mettere in campo a partire da ottobre, se sarò eletto.

La cura del verde urbano sembra un’ovvietà, ma evidentemente non è stato così negli ultimi cinque anni. I risultati della scarsa o nulla attenzione riservata ad alberi, piante, giardini, marciapiedi sono sotto gli occhi di tutti.

Occorre innanzitutto restituire al nostro Municipio gli standard minimi: sfalcio dell’erba, potatura, messa in sicurezza dei pini e degli alberi secolari che si stanno ammalando. Come probabilmente sapete, esiste una legge che prevede l’obbligo di sostituire gli alberi abbattuti. Negli ultimi cinque anni non sono stati svolti interventi di piantagione in modo diffuso e sistematico nel territorio cittadino. Al massimo è stata svolta, e non sempre in tempo, l’inevitabile attività di abbattimento degli alberi pericolanti per questioni di sicurezza, mai rimpiazzati.

Bisogna restituire ai cittadini i parchi pubblici, perché siano fruibili in sicurezza ai bambini e alle famiglie. Pensiamo al Parco della Resistenza alla Piramide. Possiamo trovare accordi di collaborazione pubblico-privato, con delle associazioni di quartiere. Vanno create o migliorate aree idonee per i cani, pensiamo a Castel Sant’Angelo, e installati arredi urbani indispensabili come panchine, fontanelle, e bagni.

Ed eccomi all’inevitabile capitolo della manutenzione ordinaria delle strade. Le buche di Roma ormai contendono il primato per la fama nel mondo perfino al Colosseo. Eliminare –non rappezzare – le buche è un imperativo. Gestire la segnaletica è altrettanto prioritario: eliminare quella inutile o non autorizzata, sostituire quella scaduta con nuova segnaletica visibile. La segnaletica è il biglietto da visita di una città, e il Municipio I è l’area più visitata della Capitale.

Decoro significa anche il fermo contrasto ai mercatini abusivi, e regole efficaci per il controllo della vendita non autorizzata di bevande alcoliche ai minorenni nelle piazze della movida.

Il mio impegno sarà inoltre rivolto alla rinascita dei luoghi rionali, affinché possano recuperare la loro identità e tornare a essere il centro del commercio e della vita sociale dei cittadini residenti. Penso a pezzi di Roma in cui sono cresciuto e ho visto de-urbanizzarsi, come zona di via dei Coronari, al Pantheon, a Trastevere.

Entro fine anno, andrà ridiscussa la questione dell’occupazione del suolo pubblico, in particolare per i ristoratori, ai quali, a causa del Covid, è stato concesso di utilizzare per i tavoli spazi all’aperto su pedane e marciapiedi per consentire il consumo all’aperto. Vorrei trovare grazie a un franco confronto tra cittadini e ristoratori un punto di equilibrio che non penalizzi troppo né gli uni né gli altri.

Ultimo non ultimo, intendo impegnarmi per l’utilizzo degli argini del Tevere che attraversano il Municipio I, perché possano diventare come in altre città europee, luoghi vivi per attività lavorative, di svago, e ricreative, tutto l’anno, sport compreso.

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